Iglesias

Distesa tra il massiccio del Marganai e la piana del Cixerri, ricca di acque, boschi e minerali, Iglesias è stata per secoli una città economicamente importante e ambita, dalle potenze straniere nei tempi passati e dalle compagnie minerarie in epoche più recenti.  Ogni epoca ha lasciato le sue tracce: fortificazioni, chiese, piazze e palazzi che, come in pochi posti nell’isola, testimoniano il passaggio delle epoche e i cambiamenti della società.
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Come in ogni città d’impianto medievale anche Iglesias aveva il suo cuore nella piazza della Cattedrale. Ancora oggi è tra le parti più significative del centro storico, anche per gli edifici che vi si affacciano: il palazzo Civico, di fronte alla cattedrale, e la sede arcivescovile sulla sinistra. La facciata della cattedrale, dedicata a Santa Chiara, è di impianto medievale, a capanna e con un campanile a base quadrata sulla sinistra: i materiali, le decorazioni e l’impianto rispettano gli standard del medioevo, ma una volta varcato il portone la musica cambia. Qui infatti il romanico pisano è sostituito dal gotico catalano e sopra le navate svettano meravigliose volte stellate e ombrelliformi.  


Se il cuore amministrativo e religioso della città storica era la piazza della Cattedrale quello commerciale è Piazza Lamarmora: da qui si diramano le vie che da sempre hanno ospitato le attività economiche cittadine e la palazzina liberty sullo sfondo, con le sue inserzioni pubblicitarie ad affresco, ne testimonia questo ruolo. Gli iglesienti sono molto affezionati alla fontana al centro della piazza, una delle tante da cui si attingeva l’acqua nei tempi passati, e soprattutto al gruppo scultoreo in cima, molto più antico, pare, rispetto agli elementi architettonici su cui poggia. Qui lo chiamano Su Maimone, ma a chi si riferisce questo termine, visto che le figure sono due? E chi è Su Maimone? Un dio o un demone?


Con le grandi società minerarie in città arrivarono uomini e donne da tutta Italia e non solo, a impiantare attività economiche che negli anni sono diventate pezzi di storia di Iglesias. Nel centro commerciale cittadino, affacciata su Piazza Lamarmora, la gioielleria di Ragazzola è stata un simbolo anche di innovazione con i suoi espositori ruotanti in vetrina che, ai tempi, erano quanto di più moderno si potesse immaginare.


Della religiosità iberica Iglesias non ha ereditato solo ricordi architettonici ma anche gli importantissimi riti della Settimana Santa: i figuranti che nella settimana della Passione di Cristo si muovono per le vie del centro storico, seguendo riti vecchi di secoli, non sono diversi da quelli che si possono ammirare nelle città spagnole. Forse è minore lo sfarzo, ma non l’impegno e il sentimento con cui le confraternite allestiscono le processioni.


Ogni anno a metà agosto si svolge in città il Corteo storico medievale: centinaia di figuranti percorrono le vie del centro vestiti come i pisani del 1200 ricordando in questo modo la storia della città e la sua fondazione, nella forma in cui la conosciamo ancora oggi. Rientrano sempre nella rievocazione dei fasti di un tempo anche i gruppi di balestrieri che ogni anno partecipano ai raduni nazionali dando prova di grande abilità.


Monteponi è una delle miniere più importanti della Sardegna e anche una delle più imponenti per estensione. Dietro le montagne dei fanghi rossi ancora sopravvivono i ruderi degli impianti, ormai fermi da decenni, nel silenzio di una collina che guarda verso il mare, mentre qualche stabile è stato recuperato per fini culturali e turistici e la vecchia ville della direzione ospita oggi l’Università. Questo nell’immagine sembra quasi la torre di un palazzetto signorile, invece è l’edificio che circonda un pozzo minerario, Pozzo Sella, costruito alla fine del 1800 per custodire le pompe a vapore che aspiravano l’acqua dalle gallerie sotterranee. 

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